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martedì 25 settembre 2018

REVIEW TOUR | Invictus di Ryan Graudin

Ciao lettori 🌷
Come state? Torno sul blog perché io e altre blogger abbiamo deciso di organizzare un evento per l'uscita di un nuovo romanzo scritto da un'autrice che abbiamo già avuto modo di conoscere: Ryan Graudin. Pubblicato lo scorso 18 settembre, vi rilasciamo le nostre impressioni relative a questa uscita. Oggi è la mia tappa, scopriamo insieme cosa ne penso:

⋐ Invictus di Ryan Graudin ⋑
SERIE: AUTOCONCLUSIVO
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GENERE: SCI-FI ❁ YA
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OMAGGIO DA PARTE DELLA CASA EDITRICE
titolo: Invictus
Autore: Ryan Graudin
Editore: Mondadori
Prezzo: 19.00
data di uscita: 18 Settembre 2018
Voto:
TRAMA:
Faraway Gaius McCarthy è il figlio diciottenne di una viaggiatrice del tempo del 2354 d.C. e di un gladiatore dell'antica Roma. Nato fuori dal tempo, per le leggi della natura non dovrebbe nemmeno esistere. Il desiderio più grande del ragazzo è diventare, come la madre, un cronista del passato e viaggiare di epoca in epoca per osservare e "registrare" gli eventi storici. Dopo aver fallito inspiegabilmente l'esame per entrare nel programma governativo dei "cronisti", Far viene contattato da un misterioso mercante che gli propone di mettere insieme una crew clandestina con la quale viaggiare nel tempo a bordo della navicella Invictus per rubare opere d'arte e manufatti del passato. Il ragazzo, pur di non rinunciare al suo sogno, accetta. Proprio durante uno di questi colpi, che ha luogo sul Titanic appena prima del suo affondamento, Far incontra Eliott, una misteriosa ragazza che trascinerà lui e la sua squadra in una missione pericolosissima. Una corsa contro il tempo per evitare che il mondo che conoscono e amano scompaia per sempre.

Recensione
Dopo la meravigliosa duologia distopica di Wolf (trovate qui e qui la recensione) la Graudin torna in Italia con una nuova storia, un volume sci-fi stand-alone che tratta di viaggi nel tempo. Da sempre sono affascinata da questo argomento, l'idea di poter saltare da un'epoca all'altra è entusiasmante per cui non potevo lasciarmi sfuggire questa uscita; peccato che poi le mie alte aspettative si siano scontrate con la cruda verità: Invictus non ha saputo conquistarmi come pensavo. Ma andiamo con ordine. Ci troviamo nel futuro, dove la capitale del mondo, Centrale, si trova a ridosso della città di Roma (e qui c'è un po' di orgoglio italiano) e si è scoperto il modo per viaggiare in altre epoche, documentare avvenimenti importanti con l'ordine tassativo di non interagire con nessuno. L'idea di base non sarà originale ma è interessante vedere quanta preparazione serva per poter far parte del Corpo e effettuare i salti temporali. Un allenamento duro, serrato, dove non è tollerato alcun errore. Errore che commetterà il nostro protagonista Far e di cui non avrà nessuna colpa perché qualcuno l'ha sabotato. Scacciato ingiustamente dall'Accademia gli verrà offerto un lavoro che non potrà rifiutare: formare una squadra per poter rubare reperti del passato andati distrutti.
Il world-building è fatto abbastanza bene, ci sono alcune lacune (Esiste qualcosa al di fuori di Centrale?) però la parte tecnica è stata soddisfacente: il meccanismo dei salti del tempo è spiegato dettagliatamente e il lettore si fa un'idea chiara di come funziona.
Passiamo ai personaggi, e questa parte sarà la prima nota dolente di questo romanzo. Innanzitutto quello di Far non è l'unico Pov, insieme al suo ci sono quelli degli altri membri dell'equipaggio. Peccato che non riesci ad affezionarti a nessuno, con un salto nel tempo entriamo in un gruppo affiatato, una storia d'amore già solida e una che si respira nell'aria. Questa parte mi ha infastidito in quanto mi è sembrato di essere un terzo incomodo. Trovandoci in una storia già avviata dove le precedenti avventure non sono descritte, si perde un po' della magia dei salti del tempo e di come sia elettrizzante rubare e passare inosservati. Anche Far che dovrebbe essere il protagonista assoluto viene messo nell'ombra con la comparsa della misteriosa Eliot, un personaggio che scombinerà la loro routine e rivelando una notizia sconvolgente. Proprio su questo punto la narrazione è iniziata ad diventare più interessante da seguire. Vi confesso una cosa: ho fatto un enorme fatica prima. Fino a che non c'è stato il punto di svolta nella trama ho trovato il libro un po' piatto, senza coinvolgermi più di tanto. Però una cosa devo dirla, la Graudin è stata fantastica nell'accuratezza delle descrizioni delle varie epoche passate. Si vede che si è ben documentata per cercare di renderla il più autentica possibile. L'unico appunto, forse, riguarda una spiegazione sul finale che non ho capito e consultandomi con un'altra blogger (Ciao Fede!) entrambe non ne siamo venute a capo.
Il romance non mi ha emozionata. Nelle battute finali sembrava di trovarci in un romanzo alla Nicholas Sparks, i due si proclamano amore eterno e tu stai lì, di nuovo, a fare il terzo incomodo. Il finale e in particolar modo l'epilogo mi è piaciuto, come detto sopra qualcosa non mi risulta chiaro ma credo che sia stata una giusta conclusione.
Obbiettivamente non mi va di dare un voto negativo al romanzo sminuendo così il grande lavoro della Graudin. Riflettendoci bene, è un libro più adatto ai grandi appassionati di romanzi di fantascienza, che guarda più il lato tecnologico che le relazioni umane. 

12 commenti:

  1. Sai già tutto dalla chat. Io amo i romanzi di fantascienza, leggo anche cose cyber-punk a livelli "classici", ma ho sempre avuto più empatia con chiunque altro piuttosto che con Far. Sempre!!!

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  2. Almeno a te il worldbuilding ti ha convinto, a me manco quello..

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  3. Un tipico: si poteva fare molto di più. L'idea di base molto originale ma i personaggi? Piatti e non ti affezioni a nessuno di loro.

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