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lunedì 20 luglio 2020

✎Recensione ▫ La ballata dell'usignolo e del serpente di Suzanne Collins (CON SPOILER)

Ciao lettori ✌
Questa non sarà una vera e propria recensione (se vedete non c'è il voto) ma più un post per parlavi di una delle più grandi delusioni dell'anno, anche per confrontarmi con voi con questa lettura e vedere se abbiamo pensato le stesse cose. All'interno ci saranno degli spoiler, ora non saranno spoiler importanti ma comunque per evitare di rovinare la possibile lettura a qualcuno siete già avvisati così non mi tirate pomodori.

⋐ La ballata dell'usignolo e del serpente 
di Suzanne Collins ⋑
SERIE: HUNGER GAMES #0
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GENERE: DISTOPIA
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OMAGGIO DA PARTE DELLA CASA EDITRICE
titolo: La ballata dell'usignolo e del serpente
Autore: Suzanne Collins
Editore: Mondadori
Prezzo: 22.00€
data di uscita: 19 Maggio 2020
TRAMA:
È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l’unica, esile, possibilità di riportarlo all’antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D’ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l’arena avrà luogo un duello all’ultimo sangue, ma fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.


Recensione
Quando ho saputo dell'esistenza di questo romanzo ero, come dire, elettrizzata?! Ho amato la trilogia di Hunger Games, l'ho riletta più volte anche a distanza di tempo e occupa un posto speciale nel mio cuore quindi sapere che la Collins ha deciso di regalarci un prequel sull'inizio dei giochi ha subito catturato il mio interesse con il desiderio di avere tra le mani questo libro per potermi tuffare nuovamente su Panem e la sua stravagante Capitol City. Peccato che il libro non mi sia piaciuto. Peccato che ho faticato tanto per finirlo. Peccato che Coriolanus Snow, il presidente che tutti noi conosciamo non sia riuscito a conquistarmi risultando più petulante che intrigante, ma partiamo con ordine.
Cosa ha questo libro che primo fra tutti non funziona? LA LENTEZZA. Pagine su pagine in cui sembra di girare in cerchio. Dettagli inutili, avvenimenti che ai fini della trama non servono a nulla. Il protagonista che sembra ripetere le stesse cose. E tu che ti ritrovi a saltare le pagine per finirlo. Secondo me con una trama del genere già con metà pagine la storia si poteva tranquillamente concludere.
Coriolanus. Che dire di un protagonista che fin dalle prime pagine è evidente che abbia dei problemi mentali?! Egoista, Snob, arrogante, manipolatore, narcisista. E la lista potrebbe anche continuare. Coriolanus ci viene subito presentato come una persona molto attenta alla sua persona, lui ama essere al centro dell'attenzione ed è anche un modo per camuffare la caduta in disgrazia della sua famiglia. È indifferente alle sorti altrui, manifesta un senso di possesso, ossessione. Quindi qual'è il problema? Il problema è che non noti un declino della sua persona fino a diventare il Presidente Snow che noi tutti conosciamo. Fin da principio -seppur in maniera meno accentuata- capisci che non si farebbe nessuno scrupolo a raggiungere i suoi obbiettivi, persino tradire quelli che considera suoi "amici" (e si, l'ho messo tra le virgolette perché Coriolanus possiede molto cose, ma non la capacità di amare il prossimo). E poi posso dire che era un personaggio... noioso? Il villain ha sempre un certo fascino, ma Coriolanus era semplicemente un rompiballe. C'era così tanto disprezzo in lui, di mettersi sul suo piedistallo e giudicare tutto e tutti che ti faceva venir voglia di prendere una mazza e picchiarlo a sangue. E poi vogliamo parlare del romance con Lucy Gray, la ragazza del distretto 12 (dal distretto 12? Non l'avrei mai detto!)?! Non capisco perché inserire una storia d'amore quando è lampante che è forzatissima. Per Coriolanus Lucy Gray rappresenta la possibilità di tornare alla grandezza, che dopo la guerra che ha visto distrutto l'impero della famiglia Snow è deciso a riconquistare mentre per Lucy Gray è la salvarsi le chiappe, punto. Coriolanus è l'unico che potrebbe aiutarla a farla vincere, per questo acconsentirà ad esibirsi pur di sopravvivere. Lucy Gray non è una ragazza indifesa, anzi, anche lei sa come usare le persone, affascinarle se deve e usa il suo potere anche su Coriolanus che finisce per rivendicarla anche con una certa morbosità. E che parlare di Seianus, il ragazzo che proviene dal distretto 2 e che la sua famiglia ha comprato un posto a Capitol City?! Io boh. Cosa mi rappresenta? Durante la lettura Seianus è l'unico che ha a cuore le sorti dei ragazzi dei distretti, è l'unico -essendo lui stesso un ragazzo che proviene dai distretti- che va contro la barbarie dei giochi e cerca di instillare nei suoi compagni la stessa critica ma a conti fatti non è un paladino della giustizia. Esempio. Quando entra nell'arena (non si sa come) e rimane impalato come un deficiente sembra pronto a morire ma appena arriva Coriolanus con quattro frasi ad effetto sembra riprendersi da questa sbandata e correre a salvare la pellaccia. Secondo. Perché segue Coriolanus al distretto 12 diventando pacificatore?! P-A-C-I-F-I-C-A-T-O-R-E. Essere un pacificatore non dovrebbe disgustare Seianus? Sembra messo lì come una pedina, come uno degli ultimi step per far diventare Coriolanus (ho perso il conto delle volte che l'ho scritto) la persona malvagia e calcolatrice che tutti conosciamo.
Una delle cose che mi ha più fatto storcere il naso sono stati i riferimenti al distretto 12. Questi continui richiami alla serie principale erano estenuanti. NO MARIA IO ESCO. E secondo, le canzoni. UNA.DIETRO.L'ALTRA. L'unica che ho riconosciuta era The hanging tree per il resto per me non aggiungevano nulla alla trama.
E ora parliamo dell'unica cosa che mi è piaciuta. L'inizio. E' strano vedere una Capitol City soffrire, tutti noi siamo abituati alla eccentricità della città, ai suoi eccessi. Quindi contrapporla ad una immagine in rovina, dove persino le famiglie più abbienti hanno sofferto la fame ti fa capire quanto la guerra ha scosso nel profondo le persone, facendole compiere anche gli atti più ignobili. Ah, poi mi è piaciuto vedere come erano rozzi i primi Hunger Games, come l'idea degli sponsor sia nata, quella dei mentori, ecc. se devo parlarvi dei giochi stessi all'interno del romanzo sorvolo perché di una noia mortale. 
Il finale, anzi, penso le battute finali le migliori di tutto il romanzo, per il resto un grande meh. Se devo parlavi del romanzo in generale sono rimasta parecchio delusa, avevo delle grandi aspettative e forse è anche per questo che una volta concluso il romanzo ho desiderato non averlo mai letto (Un po' come quando ho letto il seguito di 'Io prima di te' e ho preferito non averlo mai fatto). 

2 commenti:

  1. Non me la sono letta perché hai messo gli spoiler e io devo ancora leggere il libro. Lo sto aspettando da MAggio, ma ormai ho perso le speranze! Non so se prendermelo per il compleanno o aspettare ancora

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  2. Adesso che l'ho letto anch'io sono passata a leggere la recensione e su alcuni aspetti concordo te mentre un po di cose non mi sono dispiaciute

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