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lunedì 22 dicembre 2014

Recensione - L'abbazia di Northanger di Jane Austen

Titolo: L'abbazia di Northanger
Autore: Jane Austen
Editore: Garzanti
Prezzo: 8.60 €
Data di uscita: 2007
Trama: Primo romanzo della Austen, "L'abbazia di Northanger" è percorso da una sottile vena d'ironia, mai eccessiva ma graffiante: il bersaglio principale è l'ingenuo e un po' esaltato romanticismo dei romanzi cosiddetti "gotici" o "neri", tanto in voga in Inghilterra nella seconda metà del Settecento. Catherine, fanciulla dall'immaginazione fervida, dedida alla lettura di tenebrosi romanzi, insegue misteriosi manoscritti nell'antica dimora medievale del generale Tilney, padre del suo fidanzato, che la portano sulle tracce di un atroce delitto di cui si sarebbe macchiato il generale stesso.









Recensione: Finalmente, riesco a recensire qualcosa! Gioite per me! Alzate i calici e brindiamo insieme!
Come non potevo tornare nel mondo blogger senza fare una recensione di un certo prestigio?! Quindi sappiate che mi trovate qui, davanti ad un pc a parlarvi di un libro di cui da tempo desideravo leggere e per puro caso trovo nella mia biblioteca di fiducia!
L'abbazia di Northanger è un libro scritto dalla favolosa Jane Austen (Darcy, Signor Darcy, Mr Darcy) una delle scrittrici dell'ottocento più amata ed apprezzata che ci sia. Il libro se ricordo con esattezza è uscito postumo, quindi l'autrice non ha mai saputo quanto in realtà la sua opera abbia ricevuto buoni riscontri.
Ho letto il libro in un periodo in cui ero bloccata al letto per il mal di schiena e quindi impossibilitata a muovermi ho potuto godere a pieno della sua opera.
Devo però partire col dicendo che chiuso il libro sono rimasta con un grosso punto interrogativo sopra la testa: l'ha davvero scritto la mia Jane?!
Sono rimasta molto delusa, punto. Diciamo che mi aspettavo molto, molto di più.
Non ho nutrito nessun tipo di sentimenti vero Henry, il protagonista maschile, niente batticuore, il mio petto era vuoto e arido come le lande del deserto.
Catherine invece, la protagonista, l'ho trovata ingenua fino all'inverosimile, l'unica cosa che in lei ho apprezzato è la passione verso i romanzi gotici. Mi ricordo un punto molto carino quando Catherine va insieme ad Eleanor ed Henry Tilney all'abbazia di Northanger, e, quest'ultimo, le racconta una storia inventata su i misteri che vi si svelano dietro, speciamente di un episodio che poteva accadere una volta varcata la camera che gli avrebbero assegnato, e quando finalmente viene in possesso della stanza, accadono esattamente i fatti descritti, ovviamente in maniera del tutto differente.
La storia non era concepita in maniera banale. Vediamo la giovane Catherine, andare insieme ai Signori Allen a Bath, la storia inizia ovviamente con una Catherine sognante che si aspetta di fare un grande debutto. Si immagina una grande eroina, la quale farà girare la testa a molti gentiluomini. Ovviamente come accade quasi sempre la realtà non è mai come ce la saremmo aspettata. Inizialmente sia Catherine che la signora Allen stanno quasi sempre insieme, isolate, in disparte. Poi un giorno finalmente cambia qualcosa quando fa la sua comparsa la vedova Thorpe e la figlia maggiore, Isabella. Isabella e Catherine diventano subito amiche e condividono molti momenti insieme. Ma fin dalle prime pagine, ho subito captato nel mio radar il carattere subdolo di Isabella. E' stata concepita per essere una figura che mette zizzania, discordia. Una donna capricciosa, vanitosa e con l'unico pallino di voler essere constantemente al centro dell'attenzione.
Sia lei, che successivamente il fratello James, ostacoleranno con ogni mezzo la sua passione verso Henry e l'amicizia verso Eleanor.
Ci sarà però un'altra figura, che, all'interno del libro giocherà a carte coperte per far si che un membro della sua famiglia contragga quello che a quei tempi era fondamentale: un buon matrimonio.
Concludo col dire che il libro, la storia, non era male, ma l'autrice non è riuscita a trasmettermi emozioni, ma solo fatti avvenuti. E' brutto per chi scrive un libro non riuscire a far entrare nel cuore del proprio lettore i personaggi, perchè senza ciò la storia non ha valore. Mia adorata Jane, nessuno è perfetto a questo mondo e tutti si cade prima o poi, sappi che comunque hai un piccolo pezzo del mio cuore con il mio amato Orgoglio e Pregiudizio, sempre.

 Voto finale
(per i comuni mortali: due punti)

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