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venerdì 3 ottobre 2014

Recensione: Firelight. La ribelle di Sophie Jordan

Trilogia Fireflight
Titolo: Firelight. La ribelle
Autore: Sophie Jordan
Editore: Piemme
Prezzo: 9,90 €
Data di uscita: 2011
Trama: Discendiamo dai draghi. Siamo dei mutaforma che hanno sviluppato la capacità di apparire umani per sfuggire ai Cacciatori. Viviamo nascosti nelle foreste remote, volando solo di notte, dispiegando le ali quando nessuno può vederci. Siamo Draki. Io mi chiamo Jacinda e sono il tesoro del mio branco, l’unica capace di soffiare ancora fuoco.  Ma dopo aver infranto per l’ennesima volta le regole che proteggono la vita della nostra comunità, sono stata costretta a fuggire insieme a mia madre e mia sorella. Ci siamo sepolte vive in un’anonima cittadina, dove sono costretta a mantenere l’aspetto umano con il rischio di dimenticare la mia vera natura. Finché non mi sono ritrovata nella stessa scuola del mio Cacciatore. È possibile una simile coincidenza? Oppure questo bellissimo e pericoloso ragazzo non è quello che la sua famiglia vorrebbe far credere?

 Recensione: Questa è una delle trilogie che avevo dato un'occhiatina tanto tempo fa e accantonata perchè credevo che non mi sarebbe piaciuta. Cerco sempre di dare un po a tutti i libri la famosissima seconda opportunità, alcuni fanno centro, altri come questo no. Il libro, anzi, l'idea del libro aveva un buon punto di partenza ma poi, Stephanie Meyer si è impossessata dell'autrice e ci ha regalato una schifezza colossale. Jacinda (Ma che nome è?!) è una Draki, metà umana e metà drago. Ogni Draki ha un potere a se e quello di Jacinda è il più raro, è una Sputafuoco e la sua esistenza di vitale importanza per tutti senza che lei ne sappia il reale motiv . Vive in una comunità, come in tante altre sparse in tutto il mondo. La loro vita è sempre a rischio, la comunità ha severe regole e devono sempre stare nascosti dagli umani, specialmente dai Cacciatori. I Cacciatori sono spietati, cacciano i Draki per poi rivenderli a gli Ekros, esseri spietati che li uccidono rivendendo la loro carne. Il padre di Jacinda è morto, preso dai Cacciatori e ucciso nella maniera più brutale. L'unica salvezza dei Draki è la loro metà umana, il fatto che possono trasformarsi in entrambe le specie, fatto nascosto a tutti i Cacciatori. Jacinda ama la sua natura Draki, ama volare e sentirsi libera ed è grazie alla sua imprudenza che durante un volo diurno per altro vietato viene assalita dai Cacciatori ma salvata da uno di loro, un ragazzo che poi rivedrà una volta fuggita insieme alla sua famiglia per sfuggire ad un destino infasto. Per sua madre, l'unica possibilità di Jacinda è quella di sopprimere la sua natura Draki ma questa viene sempre risvegliata da Will, il ragazzo che le salvò la vita ma anche quello da cui deve stare più lontana.
Come detto prima, l'idea di base è bella ma la storia di per se gestita malissimo. Non so se è per via del target del libro ma l'ho trovato noioso e ho faticato molto a finirlo. L'unica parte bella del libro è stata proprio l'inizio, Jacinda che viene scoperta dai Cacciatori, lì, in quel momento, ero in sintonia con lei. Consiglio il libro a chi ama più la storia d'amore che la parte fantasy perchè se aspira a quest'ultima ne rimarrà un po deluso. 
 Voto finale
(per i comuni mortali: due punti)


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